Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per lavorare


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Autorizzazione del Tribunale di Monza n 501 del 31/01/1985. Direttore responsabile: Corrado Marelli. Editore: Brianza Domani – Libera Associazione Culturale e di Iniziative Sociali: Autorizzazione del Tribunale di Monza n 501

 

SI ESTENDE IL CONTROLLO DI VICINATO
http://www.medinforma.info/2017/12/24/si-estende-il-controllo-di-vicinato/
POSTED BY: CORRADO MARELLI 24 DICEMBRE 2017
Sintesi della notizia (da l’altra stampa)
Sabato 2 dicembre, nella sala Pertini del Municipio, si è svolto l’incontro per fare il punto della situazione medese e soprattutto per spiegare in cosa consiste il Controllo di Vicinato. Per l’occasione sono stati invitati Paolo Colombo e Raul Piemonti, referenti della Provincia di Monza e Brianza per il Controllo di Vicinato. Sono state illustrate le vulnerabilità che ogni giorno compiamo senza quasi accorgercene. Per esempio lasciare la chiave nella serratura la sera, oppure non illuminare a sufficienza l’ingresso di una casa. Durante l’incontro i referenti hanno anche spiegato come operano i gruppi che aderiscono al progetto. I cittadini che costituiscono i gruppi non fanno ronde, semplicemente si collegano tra loro tramite WhatsApp o altri social e, in tempo reale, comunicano eventuali anomalie, non solo ai propri vicini, ma anche e alle forze dell’ordine.
Erano presenti anche il Sindaco Luca Santambrogio e il comandante della Polizia locale Valter Bragantini, che ha sollecitato i cittadini ad avere fiducia nelle istituzioni e a non temere di chiamare i vigili o i carabinieri in caso di necessità.
«La maggior parte delle persone in sala avevano già partecipato ad altri incontri come questo – ha spiegato Manuele Cortese, coordinatore dell’associazione “Meda Sicura” – ma sono venute anche persone nuove, che volevano avere maggiori informazioni sul Controllo di vicinato.
Attualmente a Meda siamo riusciti a formare due gruppi, uno è quello di Meda Est e l’altro di Meda Ovest. Partecipano complessivamente circa 80 medesi. L’obiettivo però è allargare la partecipazione dei cittadini e formare nuovi gruppi più legati ai quartieri. Nel 2018 faremo altri incontri e c’è l’idea di organizzarli non solo in spazi pubblici, ma, per esempio, nelle sale riunioni dei condomini».                                                                                                                  van Bavuso (il Cittadino, sabato 9 dicembre 2017)
Medinforma
La nostra opinione: è evidente che il controllo di vicinato nasce da una crescente diffusa paura e tenta di recuperare un senso di appartenenza e una solidarietà poco presenti e di cui si sente invece un grande bisogno. Trarrebbe beneficio e ha bisogno anche di un substrato di gesti concreti di partecipazione, di inclusione (frequentarsi e conoscersi: cosa che a volte non avviene neppure all’interno di uno stesso caseggiato) e di umana solidarietà. I cortili di una volta e la vita racchiusa all’interno dei paesi (piccoli e distanti l’uno dall’altro), con spostamenti difficili e spesso faticosi, assolvevano spontaneamente e naturalmente a questi compiti.
*
Sindacato SOU | 1 gennaio 2018 at 15:51 | Intervento
Mentre la maggior parte dei Rappresentanti del Popolo indebitamente imperano… LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI SONO SEMPRE PRONTI A QUALSIASI INIZIATIVA, PURCHÈ NON SIA QUELLA DI SVOLGERE “IL MESTIERE DI CITTADINO”.
Io non ho mai visto di buon occhio – a livello nazionale – che i privati sostituiscano chi istituzionalmente è delegato alla sorveglianza/assistenza del /sul territorio del patrimonio pubblico e privato (che fine ha fatto l’istituto dell’”Agente di Quartiere”? Laddove c’è, fa orari d’ufficio: infatti nelle ore più sensibili della notte – tra l’1 e le 5 – i territori sono terra di nessuno! Siamo arrivati ad un punto che semplici balordi, ma decisi, potrebbero prendere in ostaggio piccoli comuni, ivi comprese le stazioni ferroviarie). Primo, perché i cittadini (membri dell’Istituto della Sovranità Popolare) danno conferma di queste “attribuzioni podestarili”, gli articoli 1, 48, 49 (https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=49 ), 50 (https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=50). Per presentare una petizione avente oggetto problematiche comuni, scrivere a petizioni@senato.it), 75 (https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75) hanno delegato appositi rappresentanti alla Gestione della Cosa Pubblica; secondo, perchè ogni cittadino è anche un contribuente (contribuisce al finanziamento delle casse dello Stato e degli Enti Locali, ovvero alla copertura delle uscite finanziarie = Spesa Pubblica).
Oggi siamo nella condizione che Stato (Burocrazia Istituzionale Pubblica nazionale) ed Enti Locali appaltano in forma lucrativa i propri servizi e l’organizzazione di soccorso ad accidentati sulla pubblica via e nelle abitazioni, viene svolta da un servizio privato di ambulanze (“Croci “varie) appartenenti a varie Associazioni di volontariato (onlus). Molti dicono che dobbiamo ringraziare per l’attuale servizio ambulanze, ma questa a ffermazione viene da coloro che non hanno capito nulla del proprio status di cittadino e di come dovrebbero funzionare nella nostra Nazione la Politica Istituzionale Pubblica nazionale (Parlamento, Presidenza della Repubblica, Governo), locale (Regioni, Comuni) e la Burocratica Istituzionale Pubblica (Stato). Cominciamo a dire che i Pronto Soccorso, i VV.FF., la Protezione Civile, dovrebbero avere proprie unità mobili di soccorso sanitario. Questa mancata dotazione (e mancata spesa), a chi giova?
Infine diciamola tutta: laddove governa la Lega, questi pseudo istituti denominati “Controllo di Vicinato” non sono altro che le ex Ronde smantellate dopo che qualche giudice ha fatto scintillare le manette (la Lega ha fama per scappare). Il famoso problema del canone TV, l’ha risolto? Oggi non pagarlo equivale a evasione fiscale. Controlli fiscali presso le aziende da parte della GdF: ricordate i blitz leghisti in soccorso agli imprenditori? Spariti! E via dicendo).
Ma beninteso, la colpa base per tutto questo non è dei molti Rappresentanti dei cittadini, ma della maggioranza dei cittadini che abiurano il “Mestiere di Cittadino.”
La Lombardia ha avuto l’onore di ospitare un grande professionista del “Mestiere di Cittadino”, quale il fu imprenditore Bertuzzi dr. Alberto di Brugherio (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/02/12/morto-bertuzzi-il-difensore-che-sfido-il.html), che soleva dire “Solo esercitando sempre e in ogni occasione il mestiere di cittadino, si costruisce il paese e si diviene protagonisti della democrazia”
O.S. Sindacato SOU – U.L.R.S. Meda 7                                                       Domicilio digitale: sou@pec.it                                                                                       

SI ESTENDE IL CONTROLLO DI VICINATO

POSTED BY: CORRADO MARELLI 24 DICEMBRE 2017

Sintesi della notizia (da l’altra stampa)

Sabato 2 dicembre, nella sala Pertini del Municipio, si è svolto l’incontro per fare il punto della situazione medese e soprattutto per spiegare in cosa consiste il Controllo di Vicinato. Per l’occasione sono stati invitati Paolo Colombo e Raul Piemonti, referenti della Provincia di Monza e Brianza per il Controllo di Vicinato. Sono state illustrate le vulnerabilità che ogni giorno compiamo senza quasi accorgercene. Per esempio lasciare la chiave nella serratura la sera, oppure non illuminare a sufficienza l’ingresso di una casa. Durante l’incontro i referenti hanno anche spiegato come operano i gruppi che aderiscono al progetto. I cittadini che costituiscono i gruppi non fanno ronde, semplicemente si collegano tra loro tramite WhatsApp o altri social e, in tempo reale, comunicano eventuali anomalie, non solo ai propri vicini, ma anche e alle forze dell’ordine.

Erano presenti anche il Sindaco Luca Santambrogio e il comandante della Polizia locale Valter Bragantini, che ha sollecitato i cittadini ad avere fiducia nelle istituzioni e a non temere di chiamare i vigili o i carabinieri in caso di necessità.

«La maggior parte delle persone in sala avevano già partecipato ad altri incontri come questo – ha spiegato Manuele Cortese, coordinatore dell’associazione “Meda Sicura” – ma sono venute anche persone nuove, che volevano avere maggiori informazioni sul Controllo di vicinato.

Attualmente a Meda siamo riusciti a formare due gruppi, uno è quello di Meda Est e l’altro di Meda Ovest. Partecipano complessivamente circa 80 medesi. L’obiettivo però è allargare la partecipazione dei cittadini e formare nuovi gruppi più legati ai quartieri. Nel 2018 faremo altri incontri e c’è l’idea di organizzarli non solo in spazi pubblici, ma, per esempio, nelle sale riunioni dei condomini».                            van Bavuso (il Cittadino, sabato 9 dicembre 2017)

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La nostra opinione: è evidente che il controllo di vicinato nasce da una crescente diffusa paura e tenta di recuperare un senso di appartenenza e una solidarietà poco presenti e di cui si sente invece un grande bisogno. Trarrebbe beneficio e ha bisogno anche di un substrato di gesti concreti di partecipazione, di inclusione (frequentarsi e conoscersi: cosa che a volte non avviene neppure all’interno di uno stesso caseggiato) e di umana solidarietà. I cortili di una volta e la vita racchiusa all’interno dei paesi (piccoli e distanti l’uno dall’altro), con spostamenti difficili e spesso faticosi, assolvevano spontaneamente e naturalmente a questi compiti.

 

Intervento

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Mentre la maggior parte dei Rappresentanti del Popolo indebitamente imperano… LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI SONO SEMPRE PRONTI A QUALSIASI INIZIATIVA, PURCHÈ NON SIA QUELLA DI SVOLGERE “IL MESTIERE DI CITTADINO”.

Io non ho mai visto di buon occhio – a livello nazionale – che i privati sostituiscano chi istituzionalmente è delegato alla sorveglianza/assistenza del /sul territorio del patrimonio pubblico e privato (che fine ha fatto l’istituto dell’”Agente di Quartiere”? Laddove c’è, fa orari d’ufficio: infatti nelle ore più sensibili della notte – tra l’1 e le 5 – i territori sono terra di nessuno! Siamo arrivati ad un punto che semplici balordi, ma decisi, potrebbero prendere in ostaggio piccoli comuni, ivi comprese le stazioni ferroviarie). Primo, perché i cittadini (membri dell’Istituto della Sovranità Popolare) danno conferma di queste “attribuzioni podestarili”, gli articoli 1, 48, 49 (https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=49), 50 (https://www.senato.it/1025?sezione=123&articolo_numero_articolo=50). Per presentare una petizione avente oggetto problematiche comuni, scrivere a petizioni@senato.it), 75 (https://www.senato.it/1025?sezione=127&articolo_numero_articolo=75) hanno delegato appositi rappresentanti alla Gestione della Cosa Pubblica; secondo, perchè ogni cittadino è anche un contribuente (contribuisce al finanziamento delle casse dello Stato e degli Enti Locali, ovvero alla copertura delle uscite finanziarie = Spesa Pubblica).

Oggi siamo nella condizione che Stato (Burocrazia Istituzionale Pubblica nazionale) ed Enti Locali appaltano in forma lucrativa i propri servizi e l’organizzazione di soccorso ad accidentati sulla pubblica via e nelle abitazioni, viene svolta da un servizio privato di ambulanze (“Croci “varie) appartenenti a varie Associazioni di volontariato (onlus). Molti dicono che dobbiamo ringraziare per l’attuale servizio ambulanze, ma questa a ffermazione viene da coloro che non hanno capito nulla del proprio status di cittadino e di come dovrebbero funzionare nella nostra Nazione la Politica Istituzionale Pubblica nazionale (Parlamento, Presidenza della Repubblica, Governo), locale (Regioni, Comuni) e la Burocratica Istituzionale Pubblica (Stato). Cominciamo a dire che i Pronto Soccorso, i VV.FF., la Protezione Civile, dovrebbero avere proprie unità mobili di soccorso sanitario. Questa mancata dotazione (e mancata spesa), a chi giova?

Infine diciamola tutta: laddove governa la Lega, questi pseudo istituti denominati “Controllo di Vicinato” non sono altro che le ex Ronde smantellate dopo che qualche giudice ha fatto scintillare le manette (la Lega ha fama per scappare). Il famoso problema del canone TV, l’ha risolto? Oggi non pagarlo equivale a evasione fiscale. Controlli fiscali presso le aziende da parte della GdF: ricordate i blitz leghisti in soccorso agli imprenditori? Spariti! E via dicendo).

Ma beninteso, la colpa base per tutto questo non è dei molti Rappresentanti dei cittadini, ma della maggioranza dei cittadini che abiurano il “Mestiere di Cittadino.”

La Lombardia ha avuto l’onore di ospitare un grande professionista del “Mestiere di Cittadino”, quale il fu imprenditore Bertuzzi dr. Alberto di Brugherio (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/02/12/morto-bertuzzi-il-difensore-che-sfido-il.html), che soleva dire “Solo esercitando sempre e in ogni occasione il mestiere di cittadino, si costruisce il paese e si diviene protagonisti della democrazia”

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(1 gennaio 2018 at 15:51)                                        

 

 

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BARATTO AMMINISTRATIVO

Il giudizio del PD sulle linee programmatiche del Sindaco

Dalle dichiarazioni del capogruppo consiliare del Pd, Marcello Proserpio nel Consiglio Comunale del 1° dicembre 2017

Per partire, alcune considerazioni generali

Le linee programmatiche approvate a inizio legislatura dal Consiglio Comunale dovrebbero tradurre il programma elettorale in un atto di indirizzo operativo – amministrativo che determinerà l’azione politica della Giunta e della maggioranza. Dell’attuazione di tale linee programmatiche sarà tenuta a rispondere la maggioranza al termine del mandato.
Come spiegheremo meglio nella dichiarazione di voto, a noi pare che il documento presentato non risponda a questo compito: si tratta sostanzialmente di una traduzione dalla forma narrativa del programma elettorale, alla enunciazione in forma di elenco, mancante quantomeno di indicazioni sulle priorità e sugli orientamenti di fondo relativi agli obiettivi che caratterizzano l’azione amministrativa. Vi sono elencati principi generali, spesso molto generici, a volte anche apprezzabili negli intenti, ma che non si traducono in precise, o quantomeno più specifiche indicazioni in merito alla loro concreta attuazione. In sostanza ci pare un documento che manchi di una chiara visione programmatica e che, pur apprezzando alcune proposte, ci trova in forte disaccordo su alcuni punti.
Per proseguire, nelle singole parti
La Premessa
Luci e ombre nella premessa: apprezzabile la volontà di proseguire alcune azioni avviate già dalla precedente Amministrazione, quali il Fondo Meda Solidale o le serate formative e informative su temi socio-sanitari, anche se ignoriamo la volontà di questa Amministrazione riguardo ad altri progetti da noi avviati o in fase avanzata di sviluppo e di cui non sappiamo più nulla. Apprezzabile inoltre la dichiarazione di promuovere una fattiva comunicazione tra le diverse forze politiche in campo, anche se a giudicare dalle scelte effettuate sino ad ora rimane un bel proposito, certamente non attuato.

Ridare vita alla città e ai suoi spazi
La medesità: se significa amare la propria città e lavorare per migliorarla, non pare una grande invenzione; è un sentimento che in tanti, di ogni schieramento politico e da sempre, cercano di vivere con passione. Per noi si tratta di un sentimento frutto di politiche attente ai bisogni dei propri cittadini e non deve essere un esagerato richiamo all’orgoglio localistico. Meglio sarebbe stato allora parlare di alcune qualità specifiche di Meda, come il legno-arredo e dire come si intende conservarlo e agevolarlo, sottolineando che altre comunità possono avere eccellenze di altra natura. Relativamente alle politiche per il territorio, decoro urbano e lavori pubblici, a un’indicazione di principi generali in parte anche apprezzabile negli intenti, non segue un disegno strategico dello sviluppo urbano, non viene infatti elencato alcun intervento importante, ma vi è una mera elencazione di interventi nei quali non si ravvisa una gerarchia. Questo limita di molto anche il senso di interventi che presi singolarmente possono essere condivisibili, alcuni dei quali già resi possibili, o addirittura previsti nell’elenco triennale delle opere pubbliche, dalla nostra Amministrazione. Si tratta tra l’altro dei punti più rilevanti (parco in via Manzoni, riqualificazione stazione dei Carabinieri, sistemazione cortile scuola Garibaldi, riscatto pali Enel, ecc.). A ciò si aggiunga che alcuni intenti non sembrano concretamente attuabili o in quanto, pur riconducibili ad esigenze sentite dalla cittadinanza, attengono a scelte di terzi (es. mantenimento servizi bancari presso il quartiere Polo) o a politiche di trasporti di diversa competenza (es. il tema del trasporto). A tal proposito, purtroppo nel documento presentato leggiamo frasi del tipo “con riferimento al quartiere Polo, dopo 5 anni di impoverimento per una politica non attenta ai bisogni del quartiere (chiusura distaccamento uffici comunali e sportello bancario)…” che non solo affermano il falso, ma cercano di far credere che l’Amministrazione possa ristabilire servizi come gli sportelli bancari. Certamente è doveroso che l’Amministrazione faccia il possibile per raggiungere questo obiettivo, ma far credere che noi non l’abbiamo fatto è un modo di far politica quantomeno discutibile… le elezioni le avete già vinte, non serve altra campagna elettorale.

Città verde ed ecosostenibile
Per quanto riguarda l’inquinamento, oltre a lavorare concretamente sul tema delle caldaie e ad applicare le sospensioni del traffico, è bene che l’Amministrazione lavori sull’inquinamento atmosferico da fonti puntuali.
Non possiamo che continuare a sostenere l’inclusione del Parco delle Brughiere al Parco delle Groane, l’iter è «già» attivato ed è quasi concluso. L’amministrazione deve solo dire come intende modificare i confini del Parco per limitare il disagio dei cittadini. L’aumento della quota di raccolta differenziata è un tema di cultura ambientale e organizzativo. Utili ma non sufficienti i «volantini» e le assemblee pubbliche» per i rifiuti urbani; da affrontare la raccolta dei rifiuti differenziati provenienti dalla piccole e medie imprese artigiane. Si parla poi genericamente di piano parcheggi, senza tener conto di quanto già fatto e dei progetti esistenti; a noi, per partire, piacerebbe sapere quando riaprirà quello di Piazza della Repubblica.
Marcello Proserpio, capogruppo consiliare del Pd (1, continua)

 

Intervento:

 

Sindacato SOU (22 dicembre 2017 at 14:59)
Nel programma elettorale di Taveggia c’era anche l’istituto del
baratto amministrativo. La nuova Giunta leghista lo prevede?
Nel programma del politico locale Giorgio Taveggia troviamo l’inserimento
dell’istituto del “Baratto Amministrativo”.
Programma Giorgio Fiorenzo Taveggia – Comune di Meda
https://www.comune.meda.mb.it/elezioni-amministrative-2017/?...
Che cos’è il Baratto Amministrativo?
Tratta della possibilità, per gruppi di cittadini con debiti erariali comunali, di
svolgere lavori di utilità pubblica, come: cura degli spazi pubblici, del verde, dei
giardini, nonché la pulizia di siti comunali al fine di pagare i propri debiti erariali
locali, appunto col proprio lavoro. Le modalità possono variare da Comune a
Comune: solitamente, i partecipanti ai lavori possono fruire di forti sgravi fiscali
per tasse come Tasi, Imu e Tari, ed avere ulteriori agevolazioni e bonus erogati
dall’Ente locale. Il cittadino indebitato e impossibilitato deve redarre apposita
domanda. La norma che
regolamenta il baratto amministrativo si pone idealmente in continuità con quanto
dettato dalla Costituzione all’articolo 118, laddove prevede che le istituzioni
“favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo
svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di
sussidiarietà”, introdotto dallo Sblocca Italia del 2014.

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Chiude un altro negozio storico

Sintesi della notizia (da l’altra stampa)
Abbassa definitivamente la serranda, il 31 dicembre, dopo oltre mezzo secolo di attività, il negozio «Ferrario regalo e casa» di via Solferino, gestito da Gianni Ferrario e dalla moglie Maria Rosa, con il loro carattere gioviale, quel pizzico di umorismo che non guasta mai e l’immancabile sorriso di Maria Rosa e la gentilezza di Gianni. Un pilastro della storia commerciale di Meda, tanto che nel 2013 era stato insignito del «Brianza Economica» dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza. Tutto ebbe inizio nel 1937 in via Garibaldi 29, dove Angelo Ferrario, padre di Gianni, fabbricava manualmente zoccoli di legno. Nel corso degli anni introdusse la vendita di prodotti casalinghi, cristalli e articoli da regalo. Quindi il trasferimento in via Cialdini 3 e successivamente, a partire dal 1963, in corso Matteotti, tra le vie Vignoni e XX Settembre. Gianni e Maria Rosa, poco alla volta ampliarono la gamma dei prodotti, introducendo la lista nozze e la bigiotteria. Vent’anni fa, nel 1997, lo spostamento in via Solferino.
Ma adesso è ora di voltare pagina. «Ci dedicheremo al volontariato in qualche associazione», confermano, non nascondendo un po’ di dispiacere: «Abbiamo servito generazioni di medesi, seguendo molti clienti dai giocattoli alla lista nozze. E in tanti si sono affezionati a noi, accordandoci la loro fiducia e ricambiandoci con tanto affetto. Ringraziamo tutti i medesi che ci hanno voluto bene».
Monica Gregis (Giornale di Seregno, martedì 5 novembre 2017, pag. 25)

 

Intervento:

Sindacato SOU  (10 dicembre 2017 at 11:45)

Futuro commerciale, imprenditoriale e artigianale inconsistente
Quando spariscono antiche e consistenti attività commerciali, imprenditoriali ed artigianali spariscono anche delle identità territoriali produttive e umane. La situazione si presenta spettrale/drammatica per il territorio allorquando il “nuovo” che va a sostituire il “passato” non ha consistenza commerciale, imprenditoriale, artigianale e umana, ma è impostato tutto sullo “sbarcare il lunario”. Noi per la maggiore stiamo marciando verso questa “politica inconsistente” dove abbiamo sempre più spesso Istituzioni Pubbliche e “nuove risorse commerciali, imprenditoriali e artigianali” che mirano solo al business senza etica (e molti quando cessano lasciano anche situazioni debitorie).
O.S. Sindacato SOU
U.L.R.S. 7 -Meda

http://www.sindacato-sou.webnode.it

 

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http://www.medinforma.info/2017/10/26/amministratori-disonesti-ed-enti-disattenti/
Amministratori disonesti (ed enti disattenti?)
POSTED BY: CORRADO MARELLI 26 OTTOBRE 2017

Da tempo, almeno dal 2014, un amministratore di immobili condominiali di Seregno non provvede al pagamento delle spese relative a diversi stabili (anche di Meda). Si parla di ben 40 complessi di cui, al momento, tre nel nostro territorio. I condòmini, che hanno sempre puntualmente provveduto al pagamento delle spese condominiali, tra le quali, appunto, le bollette per il consumo dell’acqua, le pulizie, i lavori di giardinaggio, l’assicurazione e altro, oltre ad aver anticipato quote per il rifacimento della tinteggiatura dei balconi con quote da 250 euro per proprietario (lavori mai effettuati, tanto che sui muri di uno di questi stabili appare ancora la scala cromatica dei colori da scegliere. Vedasi: via Farga, nella foto), sembra che casualmente, a fronte di una lamentela del giardiniere e dell’addetto alle pulizie che segnalavano appunto i mancati pagamenti delle loro fatture, si siano accorti che l’amministratore non stava provvedendo a quanto di suo dovere, suo dovere perché ovviamente già in possesso delle cifre da corrispondere. Dopo diverse richieste, anche scritte, si sono rivolti alla banca di Seregno presso la quale venivano depositate le loro quote sul conto condominiale, che doveva avere un saldo di circa 14.000 (quattordicimila) euro. Anche in questo caso, dopo una laboriosa, costosa e sfaticante esperienza, scoprono che in banca ci sono poco più di 300 (trecento) euro.
Decidono a questo punto di cambiare amministratore. Detto, fatto. Ma non finisce qui: per potere accedere ai loro documenti, il nuovo amministratore deve fare istanza al tribunale di Monza (e a tutt’oggi non è ancora pervenuta risposta). Nel frattempo i condòmini devono provvedere a pagare nuovamente quanto già versato in precedenza al disonesto amministratore.
Sconsolati, ci chiedono un parere. Consigliamo di rivolgersi all’autorità preposta (leggasi: i Carabinieri di Meda), ma qualcuno suggerisce loro di temporeggiare perché magari riescono a recuperare qualcosa in via bonaria. (Mah!)
A questo punto però ci chiediamo se enti pubblici e comunque a partecipazione anche del Comune di Meda, abbiamo mai attivato il controllo delle spettanze non incassate che, se facciamo un rapido calcolo (come si dice da noi: quello della serva), su 40 condomìni, deve essere assolutamente rilevante. E ciò a scapito innanzitutto dell’onestà di chi paga correttamente, ma anche della qualità dei servizi degli enti che, in mancanza di liquidità, ovviamente sono costretti a rivedere gli interventi oppure a chiedere di ripianare i conti, sempre a chi ha già ottemperato correttamente. Anche questo, secondo noi, è un modo per combattere il triste fenomeno dell’evasione, elusione e controllo delle finanze pubbliche. O no?
La zanzara (rdp)

Intervento:


mario Guerrasio (26 ottobre 2017 at 18:22)
(affiliato al Sindacato SOU)
Istituto del condominio, gioie e dolori
La riforma del Condominio del 2012 (in vigore dal 2013; prima ci si rifaceva alle norme contenute nel C.C. del 1942) non è servita a dissipare alcune importanti problematiche esistenti in questo Istituto. La Legge ha puntato solo a creare l’ordine professionale (Corporazione: tanto odiata da Napoleone e benedetta dal Fascismo) e a regolamentare l’attività, come se i tanti guai derivassero tutti solo da queste due mancanze.
Tra il 1983 e il 2000 esercitai l’attività di amministratore di condominio (10 condomìnii tra Meda e Barlassina) e di consulenza giuridico-contabile. Con la consulenza contabile e giuridica capii tante cose su questo Istituto, nel quale i primi a mandarlo in rovina sono per lo più i Condòmini, parte in cattiva fede (quando mi assegnavano un condominio o per amministrarlo o per consulenza, solevo chiedere “chi è il rompiscatole del palazzo”, sapendo che ogni palazzo ha il suo doveroso rompiscatole; anche se, per la verità, il termine che usavo non era proprio questo, ma quello più in uso a Napoli) e parte in buona fede (ignoranza giuridica). In seconda battuta seguono molti amministratori (compreso quello di svolgere la loro funzione pro tempore “a proprio uso e consumo”). Le vertenze, guarda caso, si presentavano maggiormente nei Condomìnii amministrati da amministratori esterni (normalmente ragionieri o geometri), rispetto a quelli autoamministrati (l’attuale legge permette che un condòmino possa amministrare lo stabile in cui risiede; come permette di non nominare obbligatoriamente l’amministratore in stabili sino a 8 condomini, ovvero 8 comproprietari. La vecchia legge lo consentiva fino a 4).
I Condomìnii spesso vanno male perché l’Assemblea, organo sovrano deliberante, non fa e non sa fare il proprio dovere, permettendo così ad amministratori furbacchioni o “bravi” di passare da Funzione a Potere: quante volte dissi “l’amministratore in assemblea non conta nulla e la sua presenza non è necessaria, salvo per essere interrogato dall’Assemblea. In materia di assemblee ordinarie e straordinarie, comprese quelle su chiamata da parte dei condòmini (la legislazione, la nuova come la vecchia, prevede che la chiamata possa essere fatta da 2 condòmini che rappresentino in millesimi un sesto di mille, ovvero un sesto del cosiddetto valore dell’edificio; ma permette pure che possa richiederla un solo condòmino per particolari questioni, tra cui, caso in questione, irregolarità fiscali e amministrative dell’amministratore). Quindi, i soli compiti degli amministratori riguardo le assemblee sono quelli di predisporre tutto l’occorrente affinchè le assemblee ordinarie e straordinarie (convocate con specifico o.d.g.) si possano svolgere e possano funzionare e quindi dibattere e deliberare (ricordo che una volta, ricevuta la delega per rappresentare alcuni condòmini, feci uscire un amministratore dall’aula, in quanto l’Assemblea doveva discutere di cose delicate). Al Presidente dell’Adunanza, spetta il dovere di consegnare all’amministratore il verbale d’assemblea, affinchè questi lo metta in esecuzione. Infatti l’amministratore è Organo Esecutivo non collettivo, e solo quando non funziona l’Assemblea, gestisce e rappresenta da solo il Condominio, sulla base di funzioni demandategli dalla legge, dal Regolamento condominiale, meglio, se di natura contrattuale, da apposita delibera.
Infine, togliamoci dalla testa che è il titolo di studio / la formazione a mettere l’Istituto del Condominio in “sicurezza”. Il fatto di cronaca in discussione ne è un’altra prova!
Mario Guerrasio, Operatore internaz.le Difesa Diritti Sociali-BR/IT
http://www.asobrasil2002.blogspot.it

 

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http://www.medinforma.info/2017/09/18/noi-non-abbiamo-ridotto-i-dirigenti-per-non-danneggiare-gli-altri-dipendenti-comunali/

“Non abbiamo ridotto i dirigenti per non danneggiare gli altri dipendenti comunali”
(POSTED BY: CORRADO MARELLI 18 SETTEMBRE 2017)

Sotto il titolo “Le risposte illusorie di Medinforma”, sul sito ufficiale del Circolo PD di Meda era apparso un comunicato stampa di commento al provvedimento del neo-Sindaco Santambrogio di revoca della dirigente della polizia locale Cristina Ruffa come esempio concreto di risparmio delle spese, in cui si affermava: “Troppo facile. Ad inizio mandato (quindi nel 2012, n.d.r.), anche la nostra Amministrazione aveva preso in considerazione l’esigenza di rivedere l’organizzazione della macchina comunale, anche come forma di riduzione delle spese … e l’area che più si prestava a funzionare anche senza dirigenza era proprio la Polizia locale.

A frenarci sono state tre considerazioni, legate a ragioni di diversa natura:

La differenza tra il costo della dirigenza e il costo della posizione organizzativa in sua vece (assegnata ora a Valter Bragantini) era minima (il Sindaco ha comunicato l’importo esatto: 28.416,26 euro all’anno, pari a oltre 142mila euro in 5 anni);

Per errori commessi nelle Giunte precedenti, si doveva restituire al MEF (Ministero Economia e Finanze) una somma, prelevandola dal fondo destinato al personale. Per vincoli normativi, i due fondi per la retribuzione di risultato (quello per dirigenti e quello per il resto del personale) sono blindati, cioè non è possibile spostare somme da un fondo all’altro;

Dato che l’indennità per le posizioni organizzative vanno a ridurre il fondo per il resto del personale, … vi sarebbe stato un risparmio minimo e un danno per tutto il personale

… Infatti il personale vedrà ridursi il proprio fondo, proprio nell’anno in cui … aveva la giustificata aspettativa di retribuzioni di risultato dignitose e la Giunta dovrà rivedere alcuni obiettivi a cui erano legate quote di retribuzione di risultato.

… se si è realmente preoccupati della funzionalità, costo e razionalità della macchina amministrativa, occorre valutare bene tagli isolati … Senza questa visione generale, le revoche possono apparire perfino punizioni ad personam.”

Non so se chi ha scritto questa risposta si rende effettivamente conto della sua gravità. Ha affermato infatti che, per evitare di scontentare i dipendenti comunali, la precedente Amministrazione (e in particolare l’allora Assessore Furio Cecchetti, credo) ha volutamente preferito spendere 140.000 euro che avrebbe potuto far risparmiare ai cittadini medesi (i quali non possono che essergliene grati).

La questione in realtà è vecchia, e risale ad una ispezione della Ragioneria di Stato che aveva accertato un danno di 108.000 euro nel quinquennio 2004-2008 (l’unico su cui poteva allora indagare). Importo che i dipendenti comunali (o chi per loro) avrebbero dovuto rimborsare allo Stato, cosa che si è cercato di evitare.
Corrado Marelli


1 - Intervento
Associacao Solidaria- ASO (18 settembre 2017 at 12:07) - Affiliata alla O.S. Sindacato SOU

E se l’ex Comandante dei VV.UU. andava bene alla nuova Amministrazione, cambiava qualcosa?

Premessa

Politica di ieri e di oggi                                                                                                                                   

Nel corso del tempo il nome ha assunto significati diversi.                                                                  

Ieri, ragionare di politica significava riflettere sulle “cose umane” e sugli “affari” che riguardano la città, la comunità, i cittadini. L’uomo, il cittadino dovevano (e non solo per motivi di sovranità) dovevano stare al centro della Politica. Quindi, vigeva quell’agire, in nome del cittadino e nel suo interesse, rispettando e favorendo i valori, i diritti e gli interessi della comunità. Null’altro.                                                                                                                            

Oggi, indica/rappresenta il comandare o proibire alcune cose con effetti vincolanti per i soggetti di gruppi sociali minoritari (Minoranza); avere il dominio su un territorio, fare leggi a proprio uso e consumo; prendere e distribuire risorse da un gruppo o settore sociale trasferendole ad un altro su basi ideologiche, travolgendo le Regole del gioco democratico quando convivono più soggetti politici-partitici.                                                                                         Fatta questa premessa, suffragata da un’ultra decennale cronaca giudiziaria nazionale, quindi da fatti e non chiacchiere da bar, mi domando: ma se l’ex Comandante dei Vigili Urbani andava “bene” per gli attuali Amministratori, sarebbe cambiato qualcosa?
Mario Guerrasio, Operatore internaz.le                                                                                               

Defesa direitos sociais – Br/IT                                                                 

http://www.asobrasil2002.blogspot.it

 

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DOVE MEDA SI INCONTRA
Sabato, 16 Settembre 2017 - 09:05

http://www.medinforma.info/2017/09/15/einaudi-interpretato-secondo-convenienza/
Luigi Einaudi interpretato secondo convenienza
(POSTED BY: CORRADO MARELLI 15 SETTEMBRE 2017)
 

Luigi Einaudi è stato il primo Presidente della Repubblica Italiana. Già più di 100 anni fa, i suoi articoli di economia politica, pubblicati dal 1903 sul Corriere della Sera (dal 1896 collaborava con “La Stampa”), gli hanno guadagnato la simpatia e l’interesse di moltissimi italiani. Nel 1903 Einaudi, nato il 24 marzo 1874, è giovane (non ha ancora 30 anni), ma via via è sempre più autorevole: “l’istruzione in Italia è aumentata, il mercato editoriale si è fatto più ampio, c’è un pubblico che vuole leggere e capire”: … “i quotidiani possono contribuire a creare, formare una opinione, a suscitare o risvegliare un interesse sopito. I quotidiani “formano” e “informano”. Sono, per certi versi, la terza Camera politica del Paese.” Nel 1915 Benvenuto Griziotti (allora insigne economista) scriveva di lui: “L’autorità di Luigi Einaudi è diventata popolare in seguito agli insuperati articoli sul Corriere della Sera … letti da un pubblico numeroso e vario”. Einaudi era convintamente liberale. E si poneva il problema di che cosa sia “reddito”: “Solo quello destinato al consumo finale è reddito; non lo è quello accantonato per procurarsi servizi futuri”.
Ecco, a me sembra che i medesi (così come gli altri brianzoli che conosco e forse gli Italiani) siano rimasti fermi a questa definizione; anzi, l’abbiano applicata in senso restrittivo: solo quello avanzato dopo il consumo finale (cioè il risparmio) è reddito (sul quale pagare le tasse).
Quando leggo gli importi dichiarati come reddito e la percentuale (irrisoria) dei contribuenti che dichiarano un reddito annuo superiore a 100mila euro, mi viene in mente quella tesi di Einaudi.
Ma se il suo motto era: “Partire dalla premessa che il pubblico dei lettori, fra cui ci sono io, non sa nulla”, allora è opportuno informarli che “nel settembre del 1916 il ministro delle Finanze del governo retto da Paolo Boselli (1838-1932), il banchiere e giornalista Filippo Meda (186I9-1939), invita Einaudi a far parte di una commissione per lo studio della riforma tributaria” e che “nel volume Lezioni di politica sociale, che è il suo testamento ideale, pubblicato nel 1949, affermava: Compito della scienza non è di inculcare una fede; ma di insegnare il metodo di osservare i fatti (economici o altri) e di ragionare correttamente intorno a essi. … Perciò qualcuno si stupirà che lo scrittore di queste pagine … non abbia predicato il verbo liberistico di cui si dice banditore.”
“Il libro scorre veloce, dalle prime pagine, su «Che cosa è un mercato», alle ultime, intorno all’«uguaglianza nei punti di partenza», il fine ideale a cui l’azione di politica sociale dovrebbe tendere.
Semplice e popolare: «Siete mai stati in un borgo di campagna in un giorno di fiera?» è l’incipit, forse il più bello mai scritto per un libro di economia politica.
Per Einaudi una società bene ordinata è, come per Mill, dotata di una classe media abbondante. Le disparità si limitano alle punte più alte e le punte più basse: la questione diventa come abbassare quelle più alte senza attentare ai diritti di proprietà individuali e come innalzare le più basse senza attentare alle finanze pubbliche. Dipende dalle istituzioni, dalle buone istituzioni. E dagli uomini”. (Le citazioni sono tratte da Giovanni Farese, Il pensiero dei Padri Costituenti – Luigi Einaudi).
Corrado Marelli


COMMENTO ON "LUIGI EINAUDI INTERPRETATO SECONDO CONVENIENZA":

Sindacato SOU (15 settembre 2017 at 14:32)
Luigi Einaudi e i cittadini-imprenditori
“…migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre pressochè utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
(Luigi Einaudi, 1874 / 30 ottobre 1961, Intellettuale liberale ed economista di fama mondiale; giornalista e politico italiano; 2° Presidente della Repubblica Italiana, considerato uno dei padri della Repubblica Italiana).
Guerrasio, Sindacato SOU c/o U.L.R.S. Meda – 7
http://www.sindacato-sou.webnode.it

 

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su  MEDINFORMA (2017):

www.medinforma.info/2017/06/20/a-carugo-ennesino-fatto-di-mancata-vigilanza-e-repressione-delle-infrazioni/

 

 

INFORMATUTTO  (2005):

http://www.informatutto.info/index.php?mainpage=pagine.php&path=/home/containerid=1/containerid=17/containerid=330

 

 

il Giornale.it (31/01/2006):

http://www.ilgiornale.it/news/raccolta-firme-i-disoccupati-d-et.html

 

 

WWW.IRPINIAnelMONDO.it (25/10/2009):

https://irpinianelmondo.wordpress.com/2009/10/25/nasca-il-sou-sindacato-occupazione-ultraquarantenni/

 

 

MEDINFORMA (02/11/2011):

http://www.medinforma.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2412:il-sindacato-per-gli-ultraquarantenni-disoccupati&catid=82:personaggi-medesi&Itemid=151

 

 

WIKIPEDIA:

https://it.wikipedia.org/wiki/SOU

https://it.wikipedia.org/wiki/Sindacato

 

 

 

Il Sindacato SOU presente al Primo Maggio:

sindacato-sou.webnode.it/news/da-medinforma-primo-maggio-sou/