Come far diventare il Sindacato una cosa utile

Come ci si iscrive, perché, quanto costa e quali servizi offrono i Sindacati

 

Scendono in piazza e in politica, vanno in tv, organizzano scioperi. Ma il Sindacato, davvero, a che cosa serve?  Ecco l’"abc" per capire come e perché ci si iscrive, quanto costa e quali servizi offrono oggi i Sindacati

 

Partiamo dalle basi: perché dovrei iscrivermi al sindacato? Posso farlo anche se non ho un contratto regolare?
Il sindacato ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare i diritti dei lavoratori, di qualsiasi categoria produttiva: iscriversi serve ad avere un interlocutore che si erga a portavoce dei tuoi interessi e faccia valere i tuoi diritti attraverso varie forme di attività e protesta. Conosciuto anche con l’appellativo di “Parte sociale”, è la più antica forma di protezione e di lotta a disposizione dei lavoratori. È importante ricordare che l’adesione al sindacato è libera e che l’appartenenza e l’eventuale svolgimento di un ruolo al suo interno è un diritto garantito per legge (Costituzione e Statuto del lavoratori) e, in quanto tale, non può essere leso. Non è quindi necessaria una qualche tipologia di contratto per potersi iscrivere.

 

Come faccio a scegliere il Sindacato giusto per me? C’entrano le mie idee politiche?
La scelta dell'unione sindacale è molto importante e deve rispecchiare le proprie esigenze: sarà il punto di riferimento a cui rivolgersi per ricevere una serie di servizi, ma soprattutto farsi rappresentare. Per capire quale sigla fa più al vostro caso, occorre informarsi sulla sua storia e identità visitando i loro siti internet o recandosi presso la sede più vicina per ricevere tutte le informazioni necessarie.

Il sindacato ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare i diritti dei lavoratori, di qualsiasi categoria produttiva: iscriversi serve ad avere un interlocutore che si erga a portavoce dei tuoi interessi 

 

Come ci si iscrive al Sindacato?
Una volta individuato il Sindacato a cui iscriversi, per entrarne a far parte è sufficiente compilare un modulo di adesione prestampato. Il modulo è reperibile online, nella sezione del sito della sigla scelta dedicata al tesseramento: qui è possibile compilare un apposito "format" con i propri dati per poi essere ricontattati dalla sede più vicina e portare a termine la registrazione. In alternativa, si può scaricare la delega per l’iscrizione dal sito, compilarla e consegnarla al rappresentante sindacale presente in azienda o domandare a lui stesso la documentazione necessaria. Terza opzione: presentarsi direttamente nella sede più vicina del sindacato di interesse e procedere all’iscrizione di persona.

 

Quanto costa?
Qualsiasi sia il Sindacato scelto, il tesseramento ha un costo, che può essere pagato a rate, con una trattenuta in busta paga o un versamento mensile tramite bonifico bancario (mediante l'IBAN) o con RID (rapporto interbancario diretto) bancario, oppure in un’unica soluzione, versando l’intera quota all’atto del tesseramento (con bollettino postale). Il costo generalmente corrisponde a circa l’1% della busta paga mensile.

Per esempio il SOU (Sindacato per l'Occupazione degli Ultraquarantenni), tutelando anche e soprattutto chi il lavoro l'ha perso o non l'ha ancora trovato, fa pagare una quota estremamente bassa (Euro 12,00) in un'unica soluzione, o mediante bonifico bancario o tramite carta di credito o di debito.

 

È possibile revocare l'adesione in qualsiasi momento, semplicemente compilando e inviando due moduli (uno per cancellarsi dal sindacato e l’altro per revocare la delega all’Inps e all’Inpdap di riscuotere i contributi sindacali) alla direzione del personale della propria azienda e alla sede del sindacato. 

Che servizi mi offre il Sindacato?
I Sindacati mettono a disposizione dei propri iscritti servizi di vario genere: assistenza e consulenza fiscale, catastale, tributaria nonché nelle controversie di lavoro; controllo di buste paga, versamenti e documenti emessi dal datore di lavoro; supporto nell’impugnazione del licenziamento e altri provvedimenti disciplinari; tutela e assistenza del lavoratore nei confronti di enti previdenziali e assicurativi. Non mancano anche casi in cui organizzino corsi di formazione, qualificazione e orientamento professionale o attività culturali e ricreative. Spesso gli Associati possono anche godere di convenzioni, quali ad esempio agevolazioni per servizi assicurativi o bancari, sconti per strutture alberghiere, appuntamenti culturali o strutture di divertimento. Cercano, insomma, di affiancare e fornire un sostegno concreto alla vita lavorativa dei propri iscritti. Ma a monte il Sindacato ha una funzione ancora più importante, che spesso ignorano i lavoratori stessi: l’esercizio della “rappresentanza” attraverso la firma di accordi vincolanti per tutti i lavoratori cui si riferisce l’intesa. In tal senso la loro attività si concretizza in diversi livelli: nazionale, territoriale e aziendale. A livello nazionale, i Sindacati definiscono con le associazioni di categoria datoriali e con la mediazione del governo, i contratti collettivi nazionali, destinati a regolare la disciplina di lavoro di un settore. In generale, i rappresentanti sindacali partecipano alla vita delle aziende e alle relazioni industriali, al fine di proteggere e conservare i diritti dei propri appartenenti e dell’intera classe di lavoratori cui si riferiscono.

I sindacati mettono a disposizione dei propri iscritti servizi di vario genere, dall’assistenza alla consulenza fiscale e tributaria, dalle controversie di lavoro all’assistenza previdenziale

 

E i Patronati? Che cosa sono?
Il Patronato è un ente che esercita funzioni di assistenza e tutela in favore di soggetti attivi nel mercato del lavoro, gestito da associazioni di lavoratori, come i Sindacati. I Patronati svolgono dunque, senza scopo di lucro, i servizi di supporto in diverse materie sopra citate: sicurezza sociale, previdenza, diritto del lavoro e consulenza fiscale ecc. Molte categorie, avendo il proprio Sindacato, hanno anche un Patronato.

 

Un datore di lavoro mi offre un impiego a tempo pieno ma mi fa un contratto irregolare. Se lo dico al Sindacato cosa succede? Perdo il lavoro o riesco a difendere un mio diritto?
Laddove si verifichi una situazione del genere, un lavoratore per difendere il proprio diritto ad avere una occupazione regolare, può rivolgersi all’Ufficio vertenze o all’Ufficio legale di un Sindacato, previa iscrizione. Dopo di che, l’organizzazione prescelta avrà cura di contattare il datore di lavoro, al fine di segnalare e procedere con la contestazione delle irregolarità. Successivamente, sarà promosso un incontro per verificare la possibilità di una conciliazione, finalizzata al raggiungimento di un accordo tra le parti che regolarizzi il rapporto di lavoro e che eviti il contenzioso. Viceversa, qualora il tentativo di conciliazione non abbia esito positivo, il lavoratore può procedere con un ricorso, optando per l’assistenza da parte del Sindacato, presso il Giudice del lavoro.

 

Vorrei partecipare a uno sciopero. Ma non ho un contratto che mi tutela. È un mio diritto farlo? Rischio qualcosa?
Il diritto di sciopero è garantito dall’articolo 40 della Costituzione, il cui esercizio prescinde dall’avere o meno un contratto di lavoro. Potrei dunque non essere coperto da un contratto di lavoro, ma partecipare a uno sciopero. La differenza sta nel fatto che se sono regolarmente assunto l’astensione dal lavoro non comporta l’interruzione del rapporto lavorativo per inadempienza contrattuale, ma solo la sospensione della retribuzione per il tempo della sua durata.

 

E se mi licenziano, indipendentemente dal contratto che ho, cosa può fare il Sindacato per me?
Qualora un lavoratore ritenga di essere stato licenziato illegittimamente, può contattare gli uffici che si occupano di vertenze sindacali. Dopo aver vagliato la documentazione necessaria per poter impostare la pratica (lettera di assunzione, lettera di licenziamento, eventuali provvedimenti disciplinari ricevuti negli ultimi due anni, buste paga,) o comunque gli elementi che provano la sussistenza del rapporto di lavoro, sebbene irregolare, insieme al Sindacato si valuterà l’opportunità di procedere con l’impugnazione del licenziamento.

 

Esiste un Sindacato per le partite Iva e i lavoratori autonomi? E per chi il lavoro l'ha perso o non l'ha ancora trovato?
Le principali organizzazioni sindacali hanno una federazione che rappresenta i lavoratori autonomi e dei lavoratori con partita Iva, queste sono SOU, Nidil (Cgil), Felsa (Cisl), Uiltemp (Uil). Queste Federazioni rappresentano sia i lavoratori autonomi che quelli atipici;

il SOU (Sindacato per l'Occupazione degli Ultraquarantenni) si occupa, come recita l'acronimo, anche e soprattutto di chi ha perso il lavoro (disoccupato) o di chi non l'ha ancora trovato (inoccupato), ma anche dei pensionati o di chi ha lavoro e ha timore di perderlo.




https://news.biancolavoro.it/sindacati-cosa-sono-come-funzionano/

 

Parti fondamentali del dibattito istituzionale e lavorativo italiano, i sindacati sono degli enti che rappresentano i lavoratori delle singole categorie produttive. Conosciuti anche con l’appellativo di “parti sociali”, si tratta di organizzazioni che puntano a tutelare i diritti delle classi di lavoratori che mirano a rappresentare, attraverso varie forme di attività (ad esempio, le trattative) e protesta (ad esempio, gli scioperi). Ma quali sono i compiti dei sindacati? Ed è possibile lavorare all’interno di un sindacato? E quali sono i principali sindacati italiani? Cerchiamo di chiarire questi ed altri dubbi nel nostro approfondimento odierno…

Come nascono i sindacati

L’origine dei sindacati viene fatta risalire alla prima metà dell’800 in Gran Bretagna, quando al fine di rappresentare i propri interessi, i lavoratori danno vita alle c.d. “trade unions”, prototipo delle odierne forme di rappresentanza sindacale. Con il passare dei decenni nuove forme di rappresentanza sindacale si diffusero anche nel resto d’Europa e, quindi, in Italia: intorno al 1870, nel nostro Paese, si assiste infatti all’avvento delle leghe di resistenza, prime forme embrionali dei moderni sindacati.

 

Agli inizi del secolo successivo nasce invece la Federazione Internazionale sindacale: un ente con sede in Olanda, ma in grado di riunire anche sindacati inglesi, francesi e americani, a rappresentanza di oltre 25 milioni di aderenti.

 

Cosa sono e cosa fanno i sindacati

 

I sindacati, introdotti come sopra, sono quindi delle associazioni dei lavoratori che hanno come obiettivo principale quello di esercitare la “rappresentanza” degli stessi, tutelando i lavoratori attraverso la firma di accordi vincolanti per tutti i lavoratori cui si riferisce l’intesa. I sindacati intervengono in tal modo in sede di firma dei contratti integrativi aziendali e di altri accordi di categoria oltre, più in generale, a partecipare attivamente alla vita delle aziende e alle relazioni industriali, al fine di proteggere e conservare i diritti dei propri appartenenti e dell’intera classe di lavoratori cui si riferiscono.

 

Quello della rappresentanza collettiva e individuale non è comunque l’unico compito del sindacato. In termini sintetici e non esaustivi, ma più completi, possiamo riassumere di seguito i principali servizi offerti dal sindacato nei confronti dei propri iscritti:

assistenza e consulenza nelle controversie di lavoro

controllo di documenti e buste paghe emesse dal datore di lavoro

supporto nell’impugnazione del licenziamento e altri provvedimenti disciplinari

attività di orientamento, formazione e qualificazione

tutela e assistenza del lavoratore nei confronti di enti previdenziali e assicurativi

consulenza e assistenza fiscale, catastale, tributaria

Come lavorare nei sindacati

 

All’interno del sindacato lavorano numerose figure professionali che si occupano dei servizi che l’organizzazione è in grado di erogare ai propri iscritti. In linea di massima, le funzioni – pur sovrapponibili – possono essere riassunte in due diversi rami: il sostegno ai propri iscritti relativamente alla rappresentanza sindacale, e i servizi di consulenza che vengono erogati da specifiche strutture interne al comparto sindacale (ad esempio, i CAF).

Sostanzialmente, la “carriera” di sindacalista prevede una serie di fasi successive che iniziano con il tesseramento e proseguono con la partecipazione all’attività aziendale e, successivamente, ai primi incarichi di rappresentanza e sostegno a livello locale. Per quanto concerne inoltre eventuali in carichi di consulenza (fiscale, legale, ecc.) sviluppati all’interno dei centri interni al sindacato, è bene ricordare come l’organizzazione non sia un ente pubblico e, di conseguenza, non vi sia alcuna procedura di concorso pubblico. Le assunzioni vengono dunque gestite in maniera autonoma, pur con prevedibili elementi di trasparenza.

 

Quali sono i maggiori sindacati italiani

 

Diamo dunque uno sguardo ai maggiori sindacati italiani.

 

CGIL. È il più antico sindacato italiano, costituito nel 1944 come continuazione della CGdL (Confederazione Generale del Lavoro), istituita nel 1906 e successivamente sciolta durante il ventennio fascista. È anche il sindacato che ha dato vita ad altri due sindacati confederali di principale riferimento: la CISL e la UIL, nate sei anni dopo la costituzione della CGIL. Stando ai dati forniti dalla stessa CGIL, l’organizzazione rappresenterebbe la maggiore confederazione sindacale italiana, con 5,7 milioni di iscritti (tra cui 3 milioni di pensionati). A sua volta, la CGIL è suddivisa in federazioni di categoria: la più celebre, come avremo modo di vedere tra qualche riga, è la FIOM, Federazione Impiegati Operai Metallurgici, sindacato dei lavoratori operanti nelle imprese metalmeccaniche. L’attuale segretario nazionale della CGIL è, dal 2010, Susanna Camusso. In precedenza il ruolo era stato occupato da Guglielmo Epifani (2002 – 2010) e, ancora prima, da Sergio Cofferati (1994 – 2002).

CISL. La CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) è una confederazione sorta alla fine degli anni ’40 con il nome di Libera CGIL (in riferimento al sindacato dal quale proveniva). Di chiara ispirazione cristiano – cattolica, anche la CISL è organizzata in numerose categorie federate. Tra le principali segnaliamo la CISL Scuola (che si riferisce ai lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado) e la FIBA (Federazione italiana bancari e assicurativi). Attuale segretario CISL è Raffaele Bonanni, che occupa l’incarico dal 2006. In precedenza il ruolo era stato ricoperto da Savino Pezzotta (2000 – 2006) e ancora prima da Sergio D’Antoni (1991 – 2000).

UIL. Così come la CISL, anche la UIL nasce da una scissione della CGIL unitaria e – dopo la fusione tra UILCEM e UILTA nella nuova UILTEC, relativa al 2013, conta oggi 16 diverse federazioni di categoria. Il segretario UIL è Luigi Angeletti (dal 2000).

FIOM. Pur estremamente nota (altresì, a livello mediatico, in seguito alle note vicende che hanno contrapposto tale sindacato alla Fiat, e il suo segretario generale Maurizio Landini all’a.d. di Fiat Chrysler Sergio Marchionne), la FIOM non è un sindacato confederale, ma è un sindacato industriale di categoria appartenente alla galassia CGIL (in altri termini, è ciò che la UILM rappresenta per la UIL, e la FIM rappresenta per la CISL). Stando a quanto affermato dalla stessa CGIL, aderiscono alla FIOM circa 360 mila iscritti.